I colori rosso-verde dei rendimenti che salgono e scendono.
La necessità di controllare ogni giorno il portafoglio.
Seguire le mode del momento.
La complessità dei grafici.
L’adrenalina del click.
Questo è tutto ciò che serve per perdere denaro.
L’immaginario esalta la complessità e sminuisce la semplicità, ma negli investimenti e nelle decisioni finanziarie le cose sono ben diverse.
I social e la democratizzazione degli investimenti hanno venduto l’idea che gestire il denaro richieda schermate piene di grafici e dati, decisioni prese nel cuore della notte come dei lupi di Wall Street, scommesse sul “prossimo grande trend”.
La realtà è un’altra.
Non viene messa in risalto perché non fa numeri. Non fa views.
È molto meglio pubblicare contenuti allarmanti, che parlano di crisi, crolli imminenti, dati negativi.
L’allarmismo fa molta più presa dei messaggi razionali. La negatività fa molta più presa della razionalità.
La verità è che i migliori risultati derivano da attività noiose, ripetitive.
Nessuna scarica emotiva. Mi dispiace.
Aristotele diceva che le virtù morali non sono innate. L’eccellenza non è un atto isolato ma un’abitudine.
Leggere ogni giorno dieci pagine farà sì che a fine anno tu abbia letto più di 3.500 pagine, cioè una decina di libri di media lunghezza.
Dedicare ogni giorno 30 minuti ad imparare una nuova lingua in pochi mesi ti renderà fluente.
Ecco, un’abitudine virtuosa, seppur noiosa, può farti raggiungere l’eccellenza anche in ambito finanziario. Risultati che, rapportati alla tua situazione, possono sorprenderti.
Essere intelligente non ti farà diventare ricco, avere sane abitudini (forse) sì.
Sia chiaro, la ricchezza vera si accumula grazie al reddito o all’attività imprenditoriale, non solo grazie a qualche comportamento virtuoso di gestione del denaro.
Ma l’obiettivo principale non è accumulare ricchezza fine a sé stessa bensì raggiungere la serenità finanziaria. E in questo percorso le sane abitudini sono dei mattoncini essenziali.
(E se non ti è chiara la differenza tra l’essere ricco e raggiungere la serenità finanziaria puoi rileggere l’articolo in cui ne ho parlato.)
Impostare azioni abituali efficaci, ricorrenti e automatizzate ti aiuterà a rompere il tuo immobilismo, senza toglierti tempo prezioso.
Lo scopo è avere un approccio mentale propositivo nei confronti delle scelte finanziarie.
1. Budgeting: tre magnifiche abitudini noiose
Possiamo dirlo subito: il budgeting è noioso.
Ora però passiamo subito oltre.
Posticipa le decisioni d’acquisto
Applica una regola rigida di attesa prima di completare qualsiasi acquisto non essenziale.
Devi comprare un nuovo paio di scarpe? Aspetta 48 ore.
Vorresti cambiare la tv? Aspetta una settimana.
Stai per comprare un nuovo telefono? Aspetta due settimane.
Trascorso il tempo necessario domandati se ne hai realmente bisogno. Se la risposta è sì, chiediti se hai alternative all’acquisto rispetto al prodotto che hai individuato. Domandati se lo stimolo è frutto solo di un piacere temporaneo da soddisfare, se deriva dall’influenza di qualche amico, dai social o se realmente hai bisogno di quel bene. Maggiore è il valore della spesa più tempo di riflessione puoi prenderti.
Questa è un’abitudine che smorza l’entusiasmo e la gratificazione istantanea degli acquisti emotivi. Allo stesso tempo ti mette di fronte alla reale motivazione della scelta.
La dopamina, il neurotrasmettitore legato all’attesa della ricompensa, ha vita breve. Il desiderio sfuma e il portafoglio ringrazia.
Evita le rate e proietta il costo totale x2
Questa è semplice.
Smetti di pagare a rate.
Se non puoi permetterti di pagarlo in un’unica soluzione molto probabilmente non puoi proprio permetterti quell’acquisto.
Anzi.
Prendi il valore della singola rata e moltiplicalo per il numero di rate e troverai il costo totale.
Moltiplicalo ora x2.
Se la cifra ti spaventa è quasi certo tu non possa permettertelo.
Vuoi comprare un nuovo smartwatch da 600 euro in 24 magnifiche rate da 25 euro?
No.
Se lo smartwatch è un bene per te non essenziale (e tendenzialmente lo è per tutti) lo acquisti in un’unica rata. Ma prima di farlo ti devi domandare: “se costasse 1200 euro potrei comunque permettermelo o mi manderebbe in difficoltà?”
Sembra eccessivo ma è un ottimo metodo per farti capire che stai facendo una spesa oltre le tue possibilità.
Controlla a posteriori le spese non essenziali
Mappare ogni singola voce di costo può essere deleterio. Il rischio è che il budget diventi un peso anziché una liberazione.
Un’abitudine che mette in dubbio la bontà delle tue spese è controllare a posteriori, a distanza di qualche settimana o mese, la soddisfazione che ti hanno dato le spese non essenziali che hai fatto.
Un valore di soddisfazione basso è segno che quell’acquisto ha avuto per te un’utilità marginale molto bassa. In questi casi è comune anche una sensazione di senso di colpa.
Misurare la soddisfazione a distanza di tempo evita che l’euforia dell’acquisto impatti sull’emotività e ti aiuterà a giudicare meglio le spese future.
Ho parlato dell’utilità marginale in questo pezzo.
2. Protezione
Assicurati
Brutte le assicurazioni eh.
Ma vuoi mettere con il rimorso di non esserti assicurato?
Ad ogni precisa situazione personale, famigliare e patrimoniale corrispondono degli obblighi non scritti.
È pesante, perché sai che affronterai temi non felici.
Non c’è alcuna scarica di dopamina poiché nella migliore delle ipotesi pagherai premi assicurativi senza avere nulla indietro.
Nessun rendimento da valutare, nessuno storico da spulciare per trovare correlazioni.
Ma è ciò che devi fare se vuoi evitare che eventi rari ma potenzialmente catastrofici rovinino la tua esistenza e quella dei tuoi cari.
Devi decidere: faccio una cosa noiosa che mi mette al sicuro o lascio tutto al caso?
Audit annuale
Prima di ogni rinnovo delle assicurazioni devi fare due semplici attività.
a) Domandarti se quella copertura ha ancora ragione di esistere e i motivi per cui l’hai attivata. Se questi non sussistono più dovresti pensarci bene prima di rinnovarla.
b) Verificare se esistono alternative. L’offerta è vasta, gli operatori sono moltissimi e il marketing spesso pesa più del contenuto. Fare check periodici può aiutarti ad ottimizzare coperture e risparmiare denaro.
Questi due comportamenti in realtà vanno a interferire con un’abitudine deleteria per il tuo patrimonio: “lo faccio perché ho sempre fatto così”.
Mettere in discussione le scelte aiuta ad analizzare i veri motivi alla base di esse, ti stimola a farti le giuste domande e a scardinare abitudini che distruggono valore.
3. Risparmio e investimento
Automatizza il risparmio
Una volta che hai definito qual è la cifra mensile che riesci a risparmiare devi automatizzare il processo.
Puoi farlo impostando bonifici ricorrenti dal conto in cui incassi lo stipendio verso un secondo conto corrente, il conto comune delle spese della casa, il conto deposito collegato al fondo d’emergenza oppure il conto investimenti.
La cosa importante è automatizzare.
Non devi farlo tu a mano, devi impostare il processo e lasciare che tutto venga gestito in autonomia.
Automatizza l’investimento
Stabilita qual è la parte di risparmio destinata all’investimento (in molti casi può essere anche il 100%) la scelta ottimale a livello procedurale e psicologico è automatizzare l’acquisto degli strumenti finanziari prescelti.
Vuoi investire ogni mese? Attiva un PAC in ETF del tutto automatizzato.
Vuoi fare versamenti nel fondo pensione? Imposta il versamento automatico dal tuo conto corrente.
La procedura automatizzata evita ritardi, ripensamenti, modifiche in corsa.
Non avrai la scarica di dopamina che ti dà normalmente l’accesso al tuo conto, non avrai l’euforia del fare click su “compra”, ma eviterai disastri collegati al “ma sì, oggi acquisto un po’ di più, penso che il mercato salirà!” oppure al “meglio aspettare, la prossima guerra è dietro l’angolo”.
Metti una sveglia per ribilanciare
Ribilanciare è un processo controintuitivo. È un’attività che spiazza la logica.
Vuol dire vendere asset che nell’ultimo periodo sono andati bene e comprare asset che sono andati male.
Perché devi ribilanciare?
L’asset allocation di un portafoglio prevede una distribuzione del capitale in diverse asset class.
Per riportare l’asset allocation a quella iniziale è necessario vendere ciò che è cresciuto molto e comprare quello che è sceso.
Esempio pratico
Fatto 100 il capitale, l’asset allocation (puramente inventata) di Mario Rossi è composta così: 60% investito in azioni, 20% in obbligazioni e il restante 20% in altro.
Con il passare del tempo le asset class avranno periodi positivi e periodi negativi. Dopo un anno Mario potrebbe ritrovarsi con le azioni che valgono il 50% del suo capitale, le obbligazioni il 15% e la restante parte il 35%.
Ma se l’allocazione prestabilita è 60-20-20 bisogna intervenire e ribilanciare il portafoglio.
Senza una guida e senza l’auto-imposizione non faresti mai una cosa del genere.
Non è divertente, non è stimolante, ma è la scelta corretta da fare per eliminare la parte emotiva dalla decisione finanziaria.
Imposta una data fissa ogni anno, oppure una soglia di scostamento massima, e riporta la composizione del portafoglio ai livelli di partenza.
Il vantaggio competitivo: la costanza
Rileggi i punti affrontati. Cos’hanno in comune?
I comportamenti descritti necessitano solo di applicazione costante.
La capacità che avrai di mantenere un comportamento corretto abbastanza a lungo determinerà i risultati economici e i risvolti emotivi legati al denaro.
Parafrasando il pensiero di Charlie Munger, uno degli investitori più saggi e longevi della storia:
Un po’ di disciplina, un po’ di pazienza e l’abitudine di fare quello che si dice di fare. Nessuno di essi richiede intelligenza sopra la media, conoscenze da gestore di hedge fund o fortuna. È semplicemente la continuità nel tempo che fa la differenza.
La costanza e la dedizione verso abitudini efficaci ti allontaneranno in automatico da approcci sbagliati e scelte impulsive.
Il contesto può supportare o sabotare la costanza e gli atteggiamenti positivi.
Avere famigliari e amici con comportamenti inclini ad una corretta gestione del denaro aiuta il tuo percorso. Viceversa, se sei circondato da persone che non risparmiano, non investono e faticano a trovare una logica di consumo avrai più difficoltà a trovare la tua strada.
Coinvolgere persone a te vicine a seguire abitudini finanziarie sane insieme a te creerà un contesto positivo che vi supporterà a vicenda.
Semplici abitudini finanziarie virtuose non ti daranno soltanto risultati economici concreti, ma un supporto decisionale utile su ogni scelta di spesa, risparmio e investimento.
La ricerca delle abitudini virtuose è anche una forma di esercizio per riconoscere e interpretare quanto la nostra emotività interferisce con un sano approccio ai soldi.
L’obiettivo non è diventare taccagni e spilorci ma saper affrontare ogni decisione finanziaria in modo cosciente.
Se cerchi l’emozione nella gestione dei tuoi soldi, se preferisci ogni tipo di comodità a discapito della razionalità di consumo, se cerchi la dopamina ad ogni click nel tuo internet banking, finirai per pagarne un prezzo elevato senza nemmeno accorgertene.
Le abitudini noiose fanno la differenza.
Prova a fare un esercizio, senza auto-giudicarti.
Identifica i tuoi principali comportamenti di spesa, risparmio e investimento.
L’insieme di questi ti aiuta ad affrontare decisioni finanziarie? Oppure noti frizioni che sabotano una corretta gestione del tuo denaro?
Fammelo sapere scrivendo a info@insidemoney.net
Ci rivediamo qui, ogni martedì, con Inside Money.



